La definizione “efficienza energetica” indica una serie di azioni di programmazione, pianificazione e realizzazione di strumenti operativi e strategie che permettano di consumare meno energia a parità di servizi offerti.
L’efficienza fa riferimento al sistema energetico nel suo complesso e va intensa come la capacità di garantire l’erogazione di un servizio (es: l’illuminazione) attraverso l’utilizzo della minor quantità di energia primaria possibile.

Clienti residenziali

L’analisi dei consumi di una casa può evidenziare le maggiori aree da portare ad uno stato di “efficienza” nelle aree di riscaldamento e refrigeramento degli ambienti, oltre che nella produzione di acqua calda per usi sanitari.
 Nel primo caso l’installazione di una caldaia a condensazione o di un sistema di pompa di calore geotermica (o ad aria nelle aree piu’ calde dell’italia) porta a risparmiare fino al 30% sul costo per i consumi.
 Nel secondo caso l’impiego dei moderni scalda acqua elettrici a pompa di calore consente un risparmio in bolletta fino al 70% rispetto ad uno scalda acqua tradizionale.

Clienti industriali

L’analisi della domanda di energia da parte del cliente industriale vede i maggiori consumi legati all’utilizzo dei motori elettrici nei processi produttivi. L’utilizzo dei motori ad alta efficienza è la prima area d’intervento per favorire azioni di efficienza energetica.
 La seconda area riguarda l’efficienza negli impianti di illuminazione dei siti industriali.

L’audit energetico consiste nello studio e nella misurazione dei fabbisogni energetici presenti in un determinato sito. L’analisi consente di individuare le aree in cui è maggiore lo spreco di energia e, allo stesso tempo, quelle in cui sono possibili concreti margini di miglioramento.

L’obiettivo principale è individuare una serie di azioni attraverso cui ridurre il consumo energetico e conseguentemente di ridurre i costi della spesa legata all’energia.

È possibile identificare due tipologie di Audit Energetico:

1. Audit preliminare (o Analisi Energetica)

2. Audit di Dettaglio

Un’analisi energetica (o audit energetico preliminare) è una analisi che mira a:

  • stabilire i consumi energetici presenti nel sito/organizzazione;
  • stimare la portata dei risparmi raggiungibili;
  • identificare le aree più promettenti (con i maggiori margini di miglioramento);
  • identificare miglioramenti e risparmi immediati (in particolare interventi a costo nullo o a basso costo con rientri dell’investimento inferiori ai due anni).

Un audit energetico di dettaglio fornisce una stima più accurata dei costi e dei risparmi conseguibili, valutando eventuali interazioni tra i sistemi energetici dell’ambiente analizzato.

L’audit di dettaglio si compone di tre fasi:

  • a) Pre-audit
  • b) Audit
  • c) Post-audit

a) Pre-audit

Il pre-audit consiste nel sopralluogo preliminare nell’ambiente di riferimento, al fine di poter pianificare e schedulare le successive procedure di audit (es: analisi dei processi e delle attività svolte, mappatura delle aree su cui concentrare le attività di analisi, valutazione degli strumenti di misurazione, ecc).

b) Audit

E’ la fase analitica vera e propria. Il report in uscita da tale fase includerà:

  • la descrizione del processo di consumo dell’energia nel sito di riferimento;
  • una lista di misure da intraprendere per migliorare i livelli di efficienza, associata ad un’analisi di fattibilità sia tecnica che economica

Gli interventi di efficienza energetica più comuni riguardano:

  • interventi di sostituzione di un determinato combustibile con uno più efficiente;
  • interventi sulle modalità di generazione e conversione dell’energia (es: utilizzo di aria compressa prodotta in eccesso; riutilizzo di vapore, ecc);
  • interventi sulla rete di distribuzione (es: applicazione di trasformatori, cavi con minori dispersioni, dispositivi di accensione e spegnimento automatici, ecc).

c) Post-Audit

La fase conclusiva dello studio di dettaglio consiste in una serie di azioni quali:

  • Verifica della tempistica e delle modalità di esecuzione degli interventi;
  • Monitoraggio dell’efficacia degli interventi;
  • Pianificazione di eventuali azioni di correzione;
  • Implementazione degli interventi individuati.

I certificati bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE), rappresentano un incentivo atto a ridurre il consumo energetico da parte dell’utilizzatore finale.

Istituiti in Italia con i DD.MM. 20 luglio 2004 elettricità e gas, ed entrati in vigore nel Gennaio 2005, i certificati bianchi consistono in titoli acquisiti in seguito all’attuazione di interventi di risparmio energetico (es: sostituzione di elettrodomestici e caldaie più vecchie in favore di apparecchi a più alta efficienza).

L'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG) è l'ente che:

  • autorizza l'emissione dei certificati bianchi.
  • gestisce la valutazione economica dei TEE.
  • si occupa del controllo dell'effettivo risparmio energetico ottenuto.

I certificati bianchi riguardano quattro tipologie di intervento:

  • TIPO 1: risparmio di energia elettrica;
  • TIPO 2: risparmio di gas naturale;
  • TIPO 3: risparmio di altri combustibili;
  • TIPO 4: risparmio di altri combustibili per il trasporto.

L'osservanza dei limiti di risparmio energetico viene premiato dall'Autorità e da altre fonti governative di finanziamento con un contributo economico, il cui valore viene stabilito annualmente dalla stessa Autorità. Inoltre è possibile guadagnare vendendo i titoli in eccesso grazie al raggiungimento di un risparmio superiore a quello annualmente prestabilito.

Per la maggior parte degli interventi il periodo di concessione è di 5 anni, mentre per gli interventi di isolamento termico degli edifici, di architettura bioclimatica e altri interventi similari il periodo di concessione è di 8 anni.

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